bruno cagli e kent nagano

Il Festival di Belcanto a Rieti ha segnato, nei due anni precedenti, un
momento di livello particolarmente alto, ampiamente riconosciuto dalla
stampa internazionale.

 

Ciò conferma quelle che erano le intenzioni iniziali di rivalutare questo

immenso patrimonio che l’Italia ha dato al mondo e che rischia di disperdersi.
Particolarmente significativa è stata la collocazione nel Teatro Flavio

Vespasiano che, tra i tanti meravigliosi teatri spesso sottoutilizzati dell’Italia
centrale, associa alla bellezza un’acustica che senza timori possiamo
definire perfetta.


La programmazione di quest’anno ha sofferto delle conseguenze economiche
che stanno travagliando la vita culturale del Paese, ma il settore
del Belcanto, che riteniamo quello veramente significativo, è stato preservato,
non senza difficoltà, proprio per non disperdere quella che potremmo
definire un’occasione da non perdere per la città di Rieti e per
la musica.

 

La presenza poi di Kent Nagano, di artisti che sono al top della carriera

internazionale e dei giovani dell’Opera Studio dell’Accademia di Santa Cecilia,

diretta da Renata Scotto, da un lato garantisce il livello irrinunciabile della

manifestazione, dall’altro le doverose aperture alle nuove generazioni di
interpreti.


Infine, non era possibile ignorare le celebrazioni del 150° anniversario
dell’Unità d’Italia
, soprattutto tenendo conto che, per la nostra identità
nazionale, la musica è stata elemento di unione prima che questa
venisse realizzata geograficamente e politicamente.

 

Bruno Cagli
Presidente dell’Accademia
Nazionale di Santa Cecilia