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Reate Festival X edizione

Locandina
2018
5 ottobre - 25 novembre

Il Reate Festival intende valorizzare come propria missione istituzionale lo straordinario patrimonio del Belcanto italiano, che costituisce uno dei beni culturali immateriali di cui l’Italia dispone e per il quale è celebre ovunque. Non a caso, grazie al Belcanto, l’italiano è diventato la lingua internazionale dell’opera lirica, parlata nei teatri di tutto il mondo da cantanti, compositori, librettisti, impresari, scenografi, costumisti. Non va inoltre dimenticato che il melodramma italiano ha svolto una funzione di grande rilevanza per la storia della nostra penisola, in quanto ha dato vita a una identità nazionale che ha trovato la sua realizzazione sui palcoscenici dei teatri d’opera ancor prima che sui campi di battaglia e nelle aule della politica.

L’avventura belcantista del Reate Festival, iniziata con la Trilogia ideata da Mozart in collaborazione con Lorenzo da Ponte (Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte) e proposta in un’esecuzione di assoluto pregio, sotto la guida del celebre direttore Kent Nagano, è continuata con la riproposta di opere del repertorio ottocentesco in una veste improntata a un rigoroso rispetto filologico della fonte e al recupero della corretta prassi esecutiva, vocale e strumentale. Innanzitutto si è tributato un doveroso omaggio a due numi tutelari del Belcanto italiano: Rossini e Donizetti, eseguendo del primo la Petite Messe Solennelle, Adina e La Cenerentola, e del secondo Il campanello, partitura che condensa nella forma dell’atto unico la grande tradizione dell’opera buffa. Di Donizetti si è anche messa in scena Anna Bolena, a cui si è affiancata l’esecuzione dell’opera Un giorno di regno di Giuseppe Verdi, realizzata grazie al finanziamento concesso dal Comitato nazionale per le celebrazioni del secondo centenario della nascita del grande compositore. Non poteva mancare un doveroso omaggio all’altro grande autore del Belcanto italiano, Vincenzo Bellini, di cui è stata riproposta l’opera I Capuleti e i Montecchi, anch’essa in edizione critica.  

Nel 2016, in occasione del bicentenario della morte di Giovanni Paisiello, è stato rappresentato Il barbiere di Siviglia, che ottenne ai suoi tempi una grande popolarità fin dalla sua prima esecuzione a San Pietroburgo. Tale proposta ha fornito un’importante occasione di recupero e rivalutazione di un’opera travolta in seguito dalla straordinaria fortuna dell’omonima partitura rossiniana di cui si sono celebrati proprio nel 2016 i 200 anni dalla prima rappresentazione (Roma, Teatro Argentina, 20 febbraio 1816). Se molte istituzioni italiane e straniere hanno festeggiato la ricorrenza del Barbiere di Siviglia rossiniano, è sembrato quanto mai opportuno programmare nel 2016 l’opera di Paisiello in modo da offrire un contributo rilevante al ricordo di un musicista che ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo della musica italiana e in particolare del Belcanto.  

Di tutte queste esecuzioni resta una documentazione in cd e in dvd realizzata da importanti case discografiche quali Dynamic, Tactus, Glossa, spinte a effettuare queste registrazioni dall’alta qualità delle scelte artistiche e dal valore innovativo delle esecuzioni. Ugualmente rilevante la collaborazione con la Rai e con Sky Classica che hanno trasmesso in più occasioni le esecuzioni del Reate Festival. L’intero percorso attraverso il Belcanto italiano è stato affidato a Fabio Biondi, prestigioso interprete a livello internazionale, e alla sua apprezzatissima orchestra Europa Galante, che hanno conferito a ogni singola proposta la dimensione di un evento di alto profilo culturale.

Nel 2016 il Reate Festival ha esteso il suo raggio d’azione anche alla musica del Novecento mettendo in scena Il piccolo spazzacamino di Benjamin Britten, mentre nel 2017 ha incentrato la propria programmazione su due opere di Nino Rota, un autore del Novecento scelto non a caso in quanto si inserisce in maniera organica nelle finalità del Reate Festival, essendo uno dei naturali continuatori della grande tradizione operistica italiana, come dimostrano le sue composizioni nelle quali si colgono le reminiscenze dei più disparati linguaggi del passato, da Rossini a Puccini, passando attraverso quella vera e propria pietra miliare costituita dal Falstaff verdiano che ha aperto le porte alla creazione di un linguaggio musicale e vocale novecentesco prettamente italiano. Di Rota si è presentato un dittico composto da due opere: I due timidi su testo di Suso Cecchi d’Amico e La notte di un nevrastenico su libretto di Riccardo Bacchelli, che hanno dimostrato come sia del tutto riduttivo considerare questo musicista soltanto come un autore di fortunatissime musiche da film, ignorandone la restante produzione che comprende, oltre alla musica operistica, anche quella strumentale e sacra. Il suo grande merito è stato quello di proporre in anni di programmatico sperimentalismo partiture di immediata comunicabilità, come quelle scelte per il Reate Festival 2017 che, pur nell’adesione al linguaggio tonale, evidenziano un’originalità di pensiero e di concezione che ne fanno uno dei grandi protagonisti della musica italiana del Novecento e un autentico continuatore della tradizione dell’opera buffa italiana.  

Nel 2017 il Reate Festival ha ulteriormente sviluppato quella apertura verso la musica contemporanea già avviata nel 2016 con l'intento di evidenziare il legame di continuità che esiste tra la tradizione consacrata e le nuove forme di creatività del nostro tempo. Pertanto al progetto Tre compositori per tre anniversari, realizzato nel 2016 con le prime esecuzioni di composizioni di Fausto Sebastiani, Roberta Vacca e Lucio Gregoretti e dedicato alla commemorazione dei settanta anni del riconoscimento dei diritti elettorali alle donne, della proclamazione della Repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente, ha fatto seguito nel 2017 la messinscena di un trittico di opere di autori del Novecento (La scuola di guida ancora di Nino Rota, Il telefono di Giancarlo Menotti e Bachhaus di Michele dall'Ongaro), caratterizzate da un linguaggio fortemente comunicativo e coinvolgente, intessuto di richiami al grande repertorio del passato. A tale trittico si è affiancato un progetto intitolato Combattimenti che ha accostato composizioni strettamente connesse tra loro sia da un punto di vista testuale che drammaturgico, realizzate da autori che si collocano ai capi opposti della nostra tradizione musicale: da un lato, Claudio Monteverdi di cui si è programmato in occasione dei 450 anni dalla nascita (1567-2017) il Combattimento di Tancredi e Clorinda su versi della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, uno dei vertici del teatro musicale di ogni tempo, e dall'altro due proposte di musica contemporanea, a sottolineare lo stretto legame che unisce la creatività dei nostri giorni con l’illustre tradizione antica: di Giorgio Battistelli è stata infatti eseguita l’Azione per due percussionisti Orazi e Curiazi del 1996, che ripropone con un linguaggio di forte coinvolgimento emotivo il tema del “combattimento”, mentre il pannello conclusivo è stato appositamente commissionato al compositore Claudio Ambrosini, uno dei nomi più noti del panorama internazionale, che ha realizzato un lavoro intitolato Tancredi appresso il Combattimento, madrigale drammatico su versi sempre di Torquato Tasso, eseguito in prima assoluta, che si pone come ideale continuazione della partitura monteverdiana.     

La programmazione del Reate Festival 2017 ha confermato un altro asse portante di questa rassegna: la volontà di rivolgersi a un pubblico giovanile in modo da garantire quel ricambio generazionale quanto mai vitale per la sopravvivenza stessa della grande musica. In questo contesto è stata proposta una particolare edizione del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, nella versione italiana di Giovanni Da Gamerra del 1794. Si tratta di un innovativo progetto strutturato su un metodo didattico che tramite incontri, seminari e laboratori è in grado di avvicinare e appassionare i giovani al mondo della musica, del teatro, dell’opera lirica. Nello spettacolo messo in scena i giovani studenti vengono coinvolti in prima persona in quanto interpretano coralmente insieme ai cantanti professionisti i brani studiati nel corso dell’anno, entrando in contatto, attraverso un approccio ludico e giocoso, con l’incanto e il fascino della rappresentazione operistica. Un progetto che non si limita al coinvolgimento delle classi scolastiche, ma che penetra nel tessuto sociale cittadino entrando nelle case e nelle famiglie, dato che genitori e amici sono coinvolti non solo come destinatari finali della rappresentazione, ma anche come attivi coprotagonisti nel percorso didattico e formativo dei giovani.  

Il Reate Festival 2017 ha rafforzato ed esteso le collaborazioni già avviate negli anni precedenti, in particolare con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il Teatro dell’Opera di Roma e con la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani. La sinergia così attivata ha consentito di dar vita un progetto formativo di grande impatto, rivolto alla valorizzazione di nuovi talenti, ai quali si fornisce un’importante occasione per esibirsi sul palcoscenico e in orchestra nelle produzioni del Reate Festival. La Reate Festival Orchestra è infatti una compagine orchestrale formata dai migliori elementi provenienti dai corsi di perfezionamento organizzati da rispettivi Dipartimenti didattici dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e del Teatro dell'Opera di Roma, mentre la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani, creata con l’intento di favorire l’inserimento di nuovi talenti nelle professioni artistiche legate al mondo dello spettacolo, fornisce un supporto finanziario per l'ingaggio di strumentisti e cantanti, tutti rigorosamente al di sotto dei trentacinque anni, ai quali si offre la possibilità di cimentarsi, sotto la guida di uno staff artistico di alto profilo, nelle partiture programmate con piena consapevolezza stilistica e assoluta padronanza attoriale. Oltre a estendere la collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma anche a un apporto tecnico e produttivo per la realizzazione degli allestimenti scenici del Reate Festival, si è cercato anche di coinvolgere un sempre maggior numero di istituzioni del territorio umbro-laziale, quali l'Associazione Opera In Canto di Terni, l'Associazione Nuova Consonanza e l'Associazione Roma Sinfonietta di Roma, oltre all’Università Roma Tre e Roma Due “Tor Vergata”: una tendenza che si intende rafforzare ancor più nel futuro in quanto permette di creare una felice sinergia di risorse ideative e finanziarie finalizzate a dar vita a progetti di ampio respiro.

Infine le manifestazioni programmate e realizzate, che si sono svolte nei luoghi più suggestivi della città, dal Teatro Flavio Vespasiano alla Basilica di San Domenico, con il maestoso organo pontificio Dom Bedos Roubo, all’ex Chiesa di Santa Scolastica trasformata nell’Auditorium Varrone, sono state 16 nel 2015, 18 nel 2016 e 22 nel 2017, segno di una programmazione in fase di crescita non soltanto sotto l’aspetto artistico, ma anche sotto quello produttivo e quantitativo.

In sintesi, i cardini su cui si è incentrata e continuerà a incentrarsi la programmazione artistica del Reate Festival sono i seguenti:  

  • valorizzazione e divulgazione del patrimonio del belcanto italiano, includendo anche autori del Novecento che di quella tradizione sono i legittimi eredi;  
  • nuove produzioni di lavori di teatro musicale in forma scenica;  
  • promozione della musica contemporanea con la proposta di opere dei più importanti compositori dell’attuale scena internazionale;  
  • adesione a finalità educative e formative, in grado di conquistare soprattutto un pubblico giovanile e di assicurare il ricambio generazionale quanto mai vitale per la sopravvivenza stessa della grande musica;  
  • coinvolgimento di giovani talenti a cui viene data l'occasione di esibirsi sotto una guida artistica di alto profilo;  
  • massiccia presenza sui social network delle iniziative programmate;
  • rapporto privilegiato con le scuole del territorio;
  • collaborazione con altre istituzioni musicali del territorio, a partire dai Conservatori e dai Licei musicali;
  • costante incremento del numero delle manifestazioni;
  • realizzazione di ben 22 manifestazioni, 7 in più rispetto alle 15 richieste. 

 

Programmazione 2018

Il fulcro della programmazione del Reate Festival 2018 sarà costituito dalla messinscena dell'opera di Claudio Monteverdi Il ritorno di Ulisse in patria, pietra miliare del teatro musicale di tutti i tempi. Viene dunque a essere esplorata una delle composizioni che si colloca all'origine della storia del melodramma e del patrimonio belcantista dato che Monteverdi, artefice del “recitar cantando”, può essere considerato a ragione il capostipite di quella tradizione che, sviluppatasi nei secoli seguenti, ha fornito il modello sul quale si basa l'intera storia del teatro musicale. In particolare, a differenza delle altre opere monteverdiane, Il ritorno di Ulisse in patria dopo la sua prima rappresentazione al Teatro Ss. Giovanni e Paolo di Venezia nel 1640 non è mai stato eseguito non solo a Rieti, ma neppure a Roma né in passato né in riproposte in epoca moderna. Un Festival che si propone di valorizzare e divulgare il teatro musicale non poteva non porsi l'esigenza irrinunciabile di colmare questa grave lacuna, soprattutto dopo che il nome di questo grande musicista era episodicamente comparso nella programmazione dello scorso anno in occasione dei 450 anni della nascita all'interno di un progetto che accostava il monteverdiano Combattimento di Tancredi e Clorinda ad altri due lavori di soggetto analogo scritti da autori contemporanei. L'opera monteverdiana sarà prodotta in collaborazione con il Teatro di Roma e con l'Accademia Filarmonica Romana, due nuove e prestigiose sinergie attivate dal Reate Festival. Il capolavoro monteverdiano verrà realizzata a Roma presso il Teatro di Villa Torlonia e a Rieti presso il Teatro Flavio Vespasiano e sarà affidata a un esperto di musica antica come il direttore d'orchestra Alessandro Quarta alla guida del Reate Festival Baroque Ensemble, formazione di nuova istituzione che si affianca alla Reate Festival Orchestra, già utilizzata nel 2016 e nel 2017. Pertanto anche quest'anno l'opera prodotta dal Festival sarà non solo una proposta artistica di alta qualità, ma anche l'occasione per dar modo a giovani strumentisti e cantanti di esibirsi sul palcoscenico e di svilupparsi professionalmente sotto la guida di uno staff artistico di alto profilo, acquisendo piena consapevolezza stilistica e assoluta padronanza attoriale. Come di consueto, pilastri portanti di questo progetto saranno il Teatro dell’Opera di Roma e la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani. Quest'ultima, creata con l’intento di favorire l’inserimento di nuovi talenti nelle professioni artistiche legate al mondo dello spettacolo, fornisce un supporto finanziario per l'ingaggio di strumentisti e cantanti, tutti rigorosamente al di sotto dei trentacinque anni, mentre il Teatro dell’Opera di Roma garantisce anche un apporto tecnico-produttivo per la realizzazione dell'allestimento scenico, consentendo di abbatterne i costi. La produzione de Il ritorno di Ulisse in patria sottolinea come il Reate Festival non si limiti a importare spettacoli dall’esterno, ma ponga al centro della sua programmazione propri allestimenti originali con uno sforzo produttivo non indifferente, reso possibile grazie a un'ampia collaborazione con istituzioni prestigiose a livello non solo laziale, ma anche nazionale e internazionale, quali il Teatro dell'Opera di Roma, l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e quest'anno anche l'Accademia Filarmonica Romana e il Teatro di Roma.  

Sarà ospite quest'anno per la prima volta del Reate Festival l'Orchestra di Piazza Vittorio di Mario Tronco, una compagine multietnica ed estremamente affiatata che, dopo le riuscite riscritture del Flauto magico e di Carmen,  presenterà una rivisitazione del Don Giovanni di Mozart con adattamenti musicali efficaci e intelligenti che dimostrano la straordinaria attualità del suo linguaggio: uno spettacolo godibilissimo e ricco di sorprese tra cui in primo luogo la presenza sensuale e ambigua di Petra Magoni che incarna un Don Giovanni en travesti del tutto inaspettato di grande suggestione vocale e scenica. Lo spettacolo, realizzato per l'Accademia Filarmonica Romana, viene riproposto al pubblico reatino a rinsaldare quella collaborazione instauratasi grazie al progetto monteverdiano, all'insegna di una visione comune che intende avvicinare al mondo dell'opera il più ampio numero possibile di spettatori attraverso forme ed esperienze nuove e inedite, sempre basate però su una indiscutibile qualità artistica, a cui affiancare scelte che privilegiano strade insolite e poco battute.

Nel 2018 il Reate Festival continuerà la collaborazione con l’Associazione Europa In Canto con la quale ha già realizzato lo scorso anno una particolare edizione del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, nel quadro di un progetto innovativo strutturato su un metodo didattico che tramite incontri, seminari, laboratori è in grado di avvicinare e appassionare i giovani al mondo della musica, del teatro e dell’opera lirica. 

Il Reate Festival intende quindi cercare di risvegliare l’interesse della Scuola nei confronti del teatro musicale, patrimonio culturale del nostro Paese, appassionando gli studenti all’opera lirica, attraverso un progetto che li coinvolga direttamente, trasformandoli da fruitori passivi a protagonisti attivi dello spettacolo. L'obiettivo è quello di non limitarsi ad allestire uno spettacolo effimero, ma farne un mezzo per penetrare nel tessuto sociale e nella vita quotidiana.  

Al tempo stesso tale approccio garantisce la ricostruzione di quelle forme di socialità che sono state messe duramente in crisi dal sisma del 2016 e che sono il mezzo più efficace per ristabilire il senso di appartenenza a una comunità. Il progetto diventa dunque uno straordinario strumento per favorire la rigenerazione di un territorio colpito da un evento che ha avuto conseguenze devastanti su abitudini di vita profondamente radicate. La ricostruzione materiale e spirituale di un proprio mondo interiore non può che essere agevolata dalla partecipazione alle forme di aggregazione tipiche dell’esperienza teatrale, quanto mai adatte a promuovere la ripresa dello sviluppo armonico e della crescita culturale, intellettuale ed emotiva dell’individuo.  

Quest’anno il progetto sarà dedicato ad Aida di Giuseppe Verdi nella versione ideata in collaborazione con l’Associazione Europa In Canto che mira, grazie alla sua metodologia innovativa, a coinvolgere non solo gli studenti, ma anche genitori, familiari, amici che, accompagnando il percorso didattico dei ragazzi a casa, sono spinti a entrare, spesso per la prima volta, in un teatro e a fidelizzarsi ad esso.

La realizzazione dell’opera si articolerà, secondo un calendario concordato, in laboratori e workshop musicali e teatrali con lezioni frontali in aula, in cui esperti di didattica teatrale e cantanti lirici insegneranno agli alunni i brani corali e la realizzazione di elementi di costume e attrezzeria. Negli spettacoli finali gli studenti, accompagnati dall'orchestra e guidati da un direttore, canteranno coralmente i brani appresi ed eseguiranno i movimenti scenici ideati dal regista all'interno di una semplice, ma funzionale scenografia che contribuiranno anzi loro stessi a costruire sul palcoscenico.  

Si tratta dunque di spettacoli lirici pensati e ideati “con e per i giovani”. Attraverso infatti la pratica dei linguaggi musicali e artistici e una pedagogia sperimentale, attenta al coinvolgimento attivo degli alunni, l’iniziativa avvicina alla conoscenza delle diverse discipline dell’opera lirica: musica, parola, scena, che diventano essi stessi processi di apprendimento. 

La particolare attenzione che il Reate Festival riserva ai giovani si conferma anche nella rinnovata collaborazione con il Liceo Musicale di Rieti che consentirà agli studenti più meritevoli di esibirsi nella programmazione del Reate Festival 2018, un modo efficace per favorire l’affermazione e la scoperta di nuovi talenti ed effettuare una attenta ricognizione delle nuove leve, sollecitandole a uscire dal chiuso delle aule e a stabilire un rapporto diretto con il pubblico. Inoltre, la presenza di artisti in erba è un potente veicolo per assicurarsi la partecipazione di un pubblico giovanile che si sente naturalmente più vicino a coetanei, impegnati sul palcoscenico a eseguire lavori, ancora oggi in grado di parlare un linguaggio attuale.  

La programmazione come di consueto avrà anche un suo ulteriore punto di forza nella valorizzazione della musica per organo: nella Basilica di San Domenico di Rieti si trova il grande organo pontificio Dom Bedos-Roubo, un enorme strumento di quattordici metri che costituisce in assoluto uno dei maggiori risultati artistici della moderna arte organaria. Pertanto il Reate Festival continuerà a mettere in primo piano questo splendido strumento, vero orgoglio cittadino, proponendo concerti che spaziano in un ampio repertorio che avrà al suo centro la musica sacra con cui il territorio reatino ha stretti vincoli, attraversato com’è da una delle più antiche vie consolari, la Salaria, disseminata di santuari francescani che nascono in armonia con il contesto ambientale impregnato di forti suggestioni mistiche. Il Festival si concluderà con un concerto dell'Orchestra Europa InCanto che proporrà un accattivante programma incentrato su due melologhi, composizioni per voce recitante e orchestra: accanto al celebre Pierino il lupo di Sergej Prokof'ev verrà presentato il meno noto, ma ugualmente godibilissimo Il primo concerto dell'orso Paddington, su musica Herbert Chappell, ispirato a una vera e propria icona della della letteratura inglese per l'infanzia: l'orso Paddington, creato da Michael Bond e illustrato da Peggy Fortnum. Le storie di questo migrante sui generis, arrivato clandestino dal profondo Perù, con un vecchio cappello, la valigia ammaccata e un panino con la marmellata sono narrate in oltre 70 libri, tradotti in 30 lingue e con oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

La programmazione del 2018 conferma dunque le linee sopra delineate e la tendenza da parte del Reate Festival di battere strade sempre nuove, dando vita a progetti artistici compositi e innovativi, incentrati su autori e composizioni che trovano di solito poco spazio all'interno della maggior parte delle stagioni delle istituzioni italiane. Un percorso di ricerca e di continuo cammino che si coniuga con la volontà di offrire uno spazio destinato alle nuove leve e alle nuove forze creative. Lo sforzo che si intende compiere sta proprio nel ridare alla parola Festival il suo significato autentico di festa musicale aperta a tutti, ma al tempo stesso intesa come alternativa ai repertori tradizionali, come luogo di sperimentazione, contaminazione e riproposta, al di fuori dei percorsi più consueti e battuti.

Programmazione eventi

settembre 2018