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Reate Festival IX edizione

Locandina
2017
29 settembre - 17 novembre

Il Reate Festival intende valorizzare come propria missione istituzionale lo straordinario patrimonio del Belcanto italiano, che costituisce uno dei beni culturali immateriali di cui l’Italia dispone e per il quale è celebre ovunque. Non a caso, grazie al Belcanto, l’italiano è diventato la lingua internazionale dell’opera lirica, parlata nei teatri di tutto il mondo da cantanti, compositori, librettisti, impresari, scenografi, costumisti. Non va inoltre dimenticato che il melodramma italiano ha svolto una funzione di grande rilevanza per la storia della nostra penisola, in quanto ha dato vita a una identità nazionale che ha trovato la sua realizzazione sui palcoscenici dei teatri d’opera ancor prima che sui campi di battaglia e nelle aule della politica.

L’avventura belcantista del Reate Festival, iniziata con la Trilogia ideata da Mozart in collaborazione con Lorenzo da Ponte (Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte) e proposta in un’esecuzione di assoluto pregio, sotto la guida del celebre direttore d’orchestra Kent Nagano, è continuata con la riproposta di opere del repertorio ottocentesco in una veste improntata a un rigoroso rispetto filologico della fonte e al recupero della corretta prassi esecutiva, vocale e strumentale. Innanzitutto si è tributato un doveroso omaggio a due numi tutelari del Belcanto italiano: Rossini e Donizetti, eseguendo del primo la PetiteMesse Solennelle, Adina e La Cenerentola, e del secondo Il campanello, partitura che condensa nella forma dell’atto unico la grande tradizione dell’opera buffa. Di Donizetti si è anche messa in scena Anna Bolena, a cui si è affiancata l’esecuzione dell’opera Un giorno di regno di Giuseppe Verdi, realizzata grazie al finanziamento concesso dal Comitato nazionale per le celebrazioni del secondo centenario della nascita del grande compositore. Non poteva mancare un doveroso omaggio all’altro grande autore del Belcanto italiano, Vincenzo Bellini, di cui è stata riproposta l’opera I Capuleti e i Montecchi, anch’essa in edizione critica.

Nel 2016, in occasione del bicentenario della morte di Giovanni Paisiello, è stato rappresentato Il barbiere di Siviglia, che ottenne ai suoi tempi una grande popolarità fin dalla sua prima esecuzione a San Pietroburgo. Tale proposta ha fornito un’importante occasione di recupero e rivalutazione di un’opera travolta in seguito dalla straordinaria fortuna dell’omonima partitura rossiniana di cui si sono celebrati proprio nel 2016 i 200 anni dalla prima rappresentazione (Roma, Teatro Argentina, 20 febbraio 1816). Se molte istituzioni italiane e straniere hanno festeggiato la ricorrenza del Barbiere di Siviglia rossiniano, è sembrato quanto mai opportuno per la programmazione di un Festival optare nel 2016 per l’opera di Paisiello in modo da offrire un contributo rilevante al ricordo di un musicista che ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo della musica italiana e in particolare del Belcanto.

Di tutte queste esecuzioni resta una documentazione in cd e in dvd realizzata da importanti case discografiche quali Dynamic, Tactus, Glossa, spinte a effettuare queste registrazioni dall’alta qualità delle scelte artistiche e dal valore innovativo delle esecuzioni. Ugualmente rilevante la collaborazione con la Rai e con Sky Classica che hanno trasmesso in più occasioni le esecuzioni del Reate Festival. L’intero percorso degli ultimi anni attraverso il Belcanto italiano è stato affidato a Fabio Biondi, prestigioso interprete a livello internazionale, e alla sua apprezzatissima orchestra Europa Galante, che hanno conferito a ogni singola proposta la dimensione di un evento di alto profilo culturale.

Nel 2016 il Reate Festival si è aperto per la prima volta alla musica contemporanea con il progetto Tre compositori per tre anniversari, dedicato alla commemorazione dei settanta anni del riconoscimento dei diritti elettorali alle donne, della proclamazione della Repubblica, e dell’elezione dell’Assemblea Costituente. Anche negli anni futuri si intende proseguire nella promozione della musica contemporanea in modo da evidenziare il legame di continuità che esiste tra la tradizione consacrata e le nuove forme di creatività del nostro tempo.

Inoltre nel 2016 le manifestazioni programmate e realizzate sono state 18, due in più rispetto alle 16 dell’edizione precedente, segno di una programmazione in fase di crescita non soltanto sotto l’aspetto artistico, ma anche sotto quello produttivo e quantitativo.

Edizione 2017

Il Reate Festival 2017 si svolgerà dal 29 settembre al 15 novembre 2017 e presenterà ben 20 manifestazioni dislocate nei luoghi più suggestivi della città di Rieti: dal magnifico Teatro Flavio Vespasiano alla Basilica di San Domenico, che ospita il maestoso organo pontificio Dom Bedos Roubo, all’ex Chiesa di Santa Scolastica trasformata nell’Auditorium Varrone.

Il fulcro del Reate Festival del 2017 sarà rappresentato dalla messa in scena di due opere di Nino Rota, un autore del Novecento scelto non a caso in quanto si inserisce in maniera organica nelle finalità del Reate Festival, essendo uno dei naturali continuatori della grande tradizione operistica italiana, come dimostrano le sue composizioni nelle quali si colgono le reminiscenze dei più disparati linguaggi del passato, da Rossini a Puccini, passando attraverso quella vera e propria pietra miliare costituita dal Falstaff verdiano che ha aperto le porte alla creazione di un linguaggio musicale e vocale novecentesco prettamente italiano. è pertanto del tutto riduttivo considerare Rota soltanto come un autore di fortunatissime musiche da film, ignorandone la restante produzione che comprende, oltre alla musica operistica, anche quella strumentale e sacra. Va inoltre sottolineato che il grande merito di Rota è quello di proporre partiture di immediata comunicabilità che, pur nell’adesione al linguaggio tonale, evidenziano un’originalità di pensiero e di concezione che lo pongono tra i grandi musicisti italiani del Novecento. Di questo autore si presenterà un dittico composto da due opere: I due timidi e La notte di un nevrastenico, nelle quali prosegue la tradizione dell’opera buffa italiana e che sono caratterizzate da una scrittura vivacissima e di forte ascendenza contrappuntista, ma sempre attenta alle esigenze sceniche e fortemente intrisa di un affascinante respiro melodico. Né va dimenticata la frequentazione di Rota, oltre che con i massimi registi del suo tempo (Fellini, Visconti, Zeffirelli), con alcuni dei più grandi scrittori italiani del Novecento, da Eduardo De Filippo a Mario Soldati, da Riccardo Bacchelli a Suso Cecchi d’Amico, questi ultimi due autori rispettivamente del libretto de La notte di un nevrastenico e de I due timidi.

L’omaggio a questo musicista, così vicino al mondo del cinema, si inserisce in maniera ottimale nella collaborazione ormai stabilitasi fin dallo scorso anno con la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani, creata con l’intento di favorire l’inserimento di nuovi talenti nelle professioni artistiche legate al mondo dello spettacolo. Pertanto la riproposta delle opere di Nino Rota viene a inquadrarsi in un articolato progetto rivolto alle nuove generazioni, alle quali si fornisce un’importante occasione di studio e di esecuzione pratica sul palcoscenico e in orchestra. I giovani partecipanti, strumentisti e cantanti, tutti al di sotto dei trentacinque anni, saranno diretti come nello scorso anno da uno staff artistico di alto profilo che fornirà loro una guida sicura sia musicale che scenica, fornendo le condizioni ideali per affrontare le partiture di Rota con piena consapevolezza stilistica e assoluta padronanza attoriale.

In particolare, la collaborazione con la Fondazione Alberto Sordi per i Giovani consentirà, come lo scorso anno, di dar vita alla Reate Festival Orchestra, una compagine orchestrale formata dai migliori elementi provenienti dai corsi di perfezionamento dell’Alta Formazione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dal Dipartimento della Didattica e Formazione del Teatro dell’Opera di Roma, due istituzioni di assoluto prestigio con cui il Reate Festival collabora fin dalla sua creazione con risultati che trovano oggi una solida conferma grazie alla sempre più stretta sinergia e comunanza di intenti stabilitasi nel corso del tempo. Inoltre, con il Teatro dell’Opera la collaborazione si estenderà anche alla parte relativa all’allestimento scenico con un apporto rilevante da un punto di vista tecnico e produttivo.

Se Nino Rota rappresenta il punto di arrivo della grande scuola vocale italiana, al polo opposto di questo cammino si colloca Claudio Monteverdi di cui ricorrono nel 2017 i 450 anni dalla nascita (1567-2017). Pertanto una manifestazione dedicata al Belcanto come il Reate Festival non poteva passare sotto silenzio questo anniversario e ha quindi programmato l’esecuzione del Combattimento di Tancredi e Clorinda su versi della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, uno dei vertici del teatro musicale nel quale vengono a essere raffigurate in maniera esemplare le opposte passioni dell’animo umano. L’esecuzione della partitura monteverdiana sarà incorniciata da due proposte di musica contemporanea, a confermare lo stretto legame che unisce la creatività dei nostri giorni con l’illustre tradizione antica: di Giorgio Battistelli verrà infatti eseguita l’Azione per due percussionisti Orazi e Curiazi del 1996, che ripropone con un linguaggio di forte coinvolgimento emotivo il tema del “combattimento”, mentre la conclusione dello spettacolo sarà affidata a una commissione in prima esecuzione assoluta al compositore Claudio Ambrosini intitolata Tancredi appresso il Combattimento, madrigale drammatico su versi sempre di Torquato Tasso. Questo trittico, che include tre composizioni strettamente connesse tra loro, sia da un punto di vista testuale che drammaturgico,è frutto della collaborazione di alcune istituzioni: Fondazione Flavio Vespasiano-Reate Festival di Rieti, Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi, Associazione In Canto di Terni, Associazione Nuova Consonanza e Associazione Roma Sinfonietta di Roma con l’apporto dell’Università Roma Tre e dell’Università Roma Due Tor Vergata. Si tratta di una tendenza già affermatasi lo scorso anno e che si intende rafforzare ancor più nel futuro in quanto permette di creare una felice sinergia di risorse ideative e finanziarie finalizzate a dar vita a progetti di ampio respiro.

La musica italiana del Novecento verrà a essere ulteriormente rappresentata da un Trittico che impagina composizioni teatrali di Nino Rota, Giancarlo Menotti e Michele dall’Ongaro. La scuola di guida di Rota su libretto di Mario Soldati rivela evidenti affinità con Il telefono di Giancarlo Menotti perché si tratta di pièces teatrali di brevissima durata e di immediata godibilità, sia per l’argomento trattato che per una vena musicale tanto accattivante quanto ispirata. Accanto a questi due lavori ben si colloca l’opera di Michele dall’Ongaro, un divertissement che rievoca la famiglia di Bach con i suoi tanti talenti musicali a cui un “impresario in angustie” chiede la composizione di un’opera lirica. Anche la musica di dall’Ongaro è sulla stessa linea di quella degli due compositori dato che anch’essa ha come suoi punti di riferimento un’immediata fruibilità e una compiaciutacomplicità teatrale.

Un altro asse portante della programmazione del Reate Festival è sempre stata la volontà di rivolgersi a un pubblico giovanile in modo da garantire quel ricambio generazionale quanto mai vitale per la sopravvivenza stessa della grande musica. In questo contesto verrà proposta una particolare edizione del Flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart, nella versione italiana di Giovanni Da Gamerra del 1794. Si tratta di un innovativo progetto strutturato su un metodo didattico che tramite incontri, seminari e laboratori è in grado di avvicinare e appassionare i giovani al mondo della musica, del teatro, dell’opera lirica. Nello spettacolo messo in scena i giovani studenti vengono coinvolti in prima persona in quanto interpretano coralmente insieme ai cantanti professionisti i brani studiati nel corso dell’anno, entrando in contatto, attraverso un approccio ludico e giocoso, con l’incanto e il fascino della rappresentazione operistica. Un progetto che non si limita al coinvolgimento delle classi scolastiche, ma che penetra nel tessuto sociale cittadino entrando nelle case e nelle famiglie, dato che genitori e amici sono coinvolti non solo come destinatari finali della rappresentazione, ma anche come attivi coprotagonisti al percorso didattico e formativo dei giovani. L’inserimento di questo progetto nella programmazione artistica nasce anche dalla necessità di favorire la rigenerazione di un territorio colpito dal gravissimo evento sismico dello scorso anno che ha avuto conseguenze devastanti su abitudini di vita profondamente radicate. La ricostruzione materiale e spirituale di un proprio mondo interiore non può che essere agevolata dalla partecipazione alle forme di aggregazione tipiche dell’esperienza teatrale, quanto mai adatte a promuovere la ripresa dello sviluppo armonico e della crescita culturale, intellettuale ed emotiva dell’individuo. 

In questo stesso contesto di attenzione ai giovani si colloca la collaborazione con il Liceo Musicale di Rieti e con la sede delocalizzata a Rieti presso Villa Battistini del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma che consentirà agli studenti più meritevoli di esibirsi nella programmazione del Reate Festival 2017, un modo efficace per favorire l’affermazione e la scoperta di nuovi talenti e per istaurare un diretto colloquio con il pubblico giovanile. La presenza di formazioni giovanili contribuisce a rafforzare il rapporto con le nuove generazioni che vedono sul palcoscenico e in orchestra coetanei impegnati in lavori ancora oggi in grado di parlare un linguaggio attuale.

Non potrà mancare anche la partecipazione di un’orchestra sinfonica tra le più autorevoli del territorio. L’Orchestra Sinfonica Abruzzese sarà infatti protagonista di un concerto incentrato su un genere che le istituzioni concertistiche del nostro Paese normalmente trascurano: le musiche di scene e che sono invece un straordinario serbatoio di capolavori musicali e teatrali. Il titolo scelto è Concerto per Amleto dalla tragedia di William Shakespeare per la quale Dmitrij Šostakovič ideò in due diverse occasioni un potente affresco sonoro. La prima, datata 1932, è una suite tratta dalle musiche di scena per un’edizione teatrale dell’Amleto firmata dal regista Nikolaj Akimov; la seconda opera, del 1964, fu commissionata dal regista Grigorij Kozincev come colonna sonora per il suo film Hamlet, che si avvale del prezioso adattamento di Boris Pasternak. Punto di forza di questa esecuzione sarà la presenza del celebre attore Fabrizio Gifuni, che non si limiterà a interpretare il dramma, ma ne curerà una sua personale versione. Anche questo progetto nasce all’insegna di una collaborazione tra l’Istituzione Sinfonica Abruzzese dell’Aquila e la Fondazione Flavio Vespasiano-Reate Festival di Rieti.

La programmazione come di consueto avrà anche un suo ulteriore punto di forza nella valorizzazione della musica per organo: nella Basilica di San Domenico di Rieti si trova il grande organo pontificio Dom Bedos-Roubo, un enorme strumento di quattordici metri che costituisce in assoluto uno dei maggiori risultati artistici della moderna arte organaria. Pertanto il Reate Festival continuerà a mettere in primo piano questo splendido strumento, vero orgoglio cittadino, proponendo concerti che spaziano in un ampio repertorio che avrà al suo centro la musica sacra con cui il territorio reatino ha stretti vincoli, attraversato com’è da una delle più antiche vie consolari, la Salaria, disseminata di santuari francescani che nascono in armonia con il contesto ambientale impregnato di forti suggestioni mistiche.

In sintesi, la programmazione artistica del Reate Festival 2017 comporta un notevole sforzo produttivo in quanto:

  • organizza 20 manifestazioni, 2 in più rispetto alle 18 dell’edizione del 2016 e 4 in più rispetto alle 16 dell’edizione del 2015;
  • presenta quattro lavori di teatro musicale in forma scenica;
  • sviluppa il discorso sulla creatività contemporanea, attraverso un’apposita nuova commissione a uno dei più importanti compositori dell’attuale scena internazionale;
  • conferma e rafforza le proprie finalità educative e formative, facendone uno strumento di ricostruzione spirituale, prima ancora che materiale, in una terra fortemente provata dagli eventi sismici;
  • propone un genere quale le musiche di scena ancora in gran parte da riscoprire e nel quale si fondono magnificamente l’espressione musicale e quella poetica;
  • infine, senza rinnegare la propria missione istituzionale di promotore del Belcanto, il Reate Festival ne evidenzia gli esiti finali in un musicista del Novecento come Nino Rota, erede di quella grande tradizione.

Programmazione eventi

settembre 2017